Infezioni, necessità di competenza

“Tutte le figure coinvolte devono collaborare per ridurre il rischio di infezione per i pazienti e per il personale”

Le FAD possono diffondere la cultura della prevenzione

La prevenzione delle infezioni nosocomiali è responsabilità di tutti gli operatori del settore, vista anche la sua incidenza sulla spesa del Sistema Sanitario Nazionale.

Infezioni Difficili in Ospedale

INFEZIONI DIFFICILI IN OSPEDALE

Le Infezioni Nosocomiali Gravi

La sfida delle malattie infettive identifica un quadro di riferimento in costante evoluzione. La grande capacità di adattamento e evoluzione dei principali patogeni, siano essi batteri, virus o miceti, impone una vigilanza esasperata delle scelte di cura.
Le infezioni nosocomiali difficili, siano esse acquisite in ambiente ospedaliero o in comunità, rappresentano l’apice di tale costante impegno.

I quadri complessi dei pazienti con gravi infezioni sistemiche, spesso complicate da condizioni generali aggravate da astenia, immunodeficienza e i frequenti fenomeni di resistenza conseguenti a fenomeni evolutivi in parte naturali, in parte conseguenti a scarsa capacità di gestione degli antiinfettivi disponibili, richiedono una risposta che impegna diversi soggetti in una armonica conduzione della terapia.

Accanto al clinico, in sistemi più o meno strutturati, fanno la loro parte l’infettivologo, spesso avocato in qualità di consulente, il farmacologo e il farmacista, responsabile della personalizzazione della terapia.
Direzione Strategica (Direzione Sanitaria) e Microbiologia sono poi chiamati ad un costante monitoraggio complessivo delle condizioni ambientali, attraverso processi codificati, rappresentati dal Comitato infezioni Ospedaliere.

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LE INFEZIONI NOSOCOMIALI GRAVI

Modelli Organizzativi di Cura e Presa in Carico

La sfida delle malattie infettive identifica un quadro di riferimento in costante evoluzione. La grande capacità di adattamento e evoluzione dei principali patogeni, siano essi batteri, virus o miceti, impone una vigilanza esasperata delle scelte di cura. Le infezioni nosocomiali difficili, siano esse acquisite in ambiente ospedaliero o in comunità, rappresentano l’apice di tale costante impegno. I quadri complessi dei pazienti con gravi infezioni sistemiche, spesso complicate da condizioni generali aggravate da astenia, immunodeficienza e i frequenti fenomeni di resistenza conseguenti a fenomeni evolutivi in parte naturali, in parte conseguenti a scarsa capacità di gestione degli antiinfettivi disponibili, richiedono una risposta che impegna diversi soggetti in una armonica conduzione della terapia.

Accanto al clinico, in sistemi più o meno strutturati, fanno la loro parte l’infettivologo, spesso avocato in qualità di consulente, il farmacologo e il farmacista, responsabile della personalizzazione della terapia. Direzione Strategica (Direzione Sanitaria) e Microbiologia sono poi chiamati ad un costante monitoraggio complessivo delle condizioni ambientali, attraverso processi codificati, rappresentati dal Comitato infezioni Ospedaliere.

Il punto centrale della proposta formativa è rappresentato da un modello organizzativo denominato “antimicrobial stewardship”. La Clinical Stewardship è un modello di governo clinico che si configura come centro di coordinamento, ma anche come interlocutore diretto con altri operatori, ugualmente coinvolti nel progetto. È un modello legato in generale al coinvolgimento, alla condivisione delle decisioni, all’operatività in comune, al raggiungimento dell’autogestione e dell’autocontrollo. Questo modello, trasferito in ambito infettivologico, e in particolare nell’ambito della lotta alle infezioni batteriche, dove, maggiori sono le esperienze, stewardship antibiotica (SA), è costituito dall’insieme di interventi mirati all’uso appropriato degli antibiotici e incidenti sulla scelta della molecola, sulla posologia, sulla via di somministrazione, sulla durata della terapia.

Applicare il programma di SA significa non solo migliorare l’efficacia della terapia antinfettiva, ma anche ridurre gli effetti avversi, l’insorgenza e la diffusione delle resistenze batteriche e i costi.

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LE INFEZIONI NOSOCOMIALI

Protocolli e Linee Guida

La sfida delle malattie infettive identifica un quadro di riferimento in costante evoluzione. La grande capacità di adattamento e evoluzione dei principali patogeni, siano essi batteri, virus o miceti, impone una vigilanza esasperata delle scelte di cura. Le infezioni nosocomiali difficili, siano esse acquisite in ambiente ospedaliero o in comunità, rappresentano l’apice di tale costante impegno.

I quadri complessi dei pazienti con gravi infezioni sistemiche, spesso complicate da condizioni generali aggravate da astenia, immunodeficienza e i frequenti fenomeni di resistenza conseguenti a fenomeni evolutivi in parte naturali, in parte conseguenti a scarsa capacità di gestione degli antiinfettivi disponibili, richiedono una risposta che impegna diversi soggetti in una armonica conduzione della terapia.

Accanto al clinico, in sistemi più o meno strutturati, fanno la loro parte l’infettivologo, spesso avocato in qualità di consulente, il farmacologo e il farmacista, responsabile della personalizzazione della terapia. Direzione Strategica (Direzione Sanitaria) e Microbiologia sono poi chiamati ad un costante monitoraggio complessivo delle condizioni ambientali, attraverso processi codificati, rappresentati dal Comitato infezioni Ospedaliere.

Il focus del programma formativo è rappresentato da un approfondimento delle classiche competenze microbiologiche e farmacologiche afferenti alle patologie infettive e dalle più moderne tecniche di valutazione dell’impatto economico delle malattie infettive in ospedale e criteri/metodi di valutazione (HTA) delle differenti opzioni di cura.

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LE INFEZIONI NOSOCOMIALI

Competenze – Health Economics

La sfida delle malattie infettive identifica un quadro di riferimento in costante evoluzione. La grande capacità di adattamento e evoluzione dei principali patogeni, siano essi batteri, virus o miceti, impone una vigilanza esasperata delle scelte di cura. Le infezioni nosocomiali difficili, siano esse acquisite in ambiente ospedaliero o in comunità, rappresentano l’apice di tale costante impegno. I quadri complessi dei pazienti con gravi infezioni sistemiche, spesso complicate da condizioni generali aggravate da astenia, immunodeficienza e i frequenti fenomeni di resistenza conseguenti a fenomeni evolutivi in parte naturali, in parte conseguenti a scarsa capacità di gestione degli antiinfettivi disponibili, richiedono una risposta che impegna diversi soggetti in una armonica conduzione della terapia.

Accanto al clinico, in sistemi più o meno strutturati, fanno la loro parte l’infettivologo, spesso avocato in qualità di consulente, il farmacologo e il farmacista, responsabile della personalizzazione della terapia. Direzione Strategica (Direzione Sanitaria) e Microbiologia sono poi chiamati ad un costante monitoraggio complessivo delle condizioni ambientali, attraverso processi codificati, rappresentati dal Comitato infezioni Ospedaliere.

Il punto centrale della proposta formativa è rappresentato da una moderna analisi e revisione delle linee guida, nazionali e internazionali, di riferimento nella scelta delle terapie antibiotiche e antifungine. Agli aspetti clinici, si affiancheranno aspetti microbiologici e farmacologici, fondamentali per favorire l’inserimento dei protocolli di trattamento nei reali contesti di cura.

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