Editoriale di Federico Pea

Pubblicato su Frammenti l’Editoriale del prof. Pea sulla lotta alle infezioni

La lunga lotta contro i batteri

Federico Pea
Istituto di Farmacologia clinica e tossicologica – Azienda ospedaliera universitaria Santa Maria della Misericordia, Udine

Era il 1928 quando Alexander Fleming, microbiologo al St. Mary’s Hospital di Londra, si rese conto che le muffe potevano uccidere i batteri, aprendo così la strada allo sviluppo del primo antibiotico, la penicillina, che gli valse il premio Nobel. Grazie al farmaco, la cui produzione industriale è cominciata in America durante la Seconda guerra mondiale, sono state, ad esempio, arginate le infezioni contratte dai soldati in seguito alle ferite, ma anche malattie come gonorrea e sifilide. Da questo momento, la penicillina e gli altri antibiotici successivamente individuati hanno contribuito a sconfiggere numerose patologie infettive.

A poco a poco, i batteri hanno, però, cominciato a “difendersi”, sviluppando resistenza a questi medicinali e diventando sempre più temibili. Un pericolo in agguato soprattutto in ospedale, dove attualmente le infezioni provocano circa 7mila decessi all’anno in Italia, 37mila in Europa, 50mila negli Stati Uniti. E le previsioni sono fosche. Lo dicono Science, che già qualche anno fa titolò Nella guerra con gli antibiotici finiranno per vincere i batteri, e anche The Lancet che pubblicò un articolo intitolato The crisis of no new antibiotics, mentre il microbiologo Joshua Lederberg, premio Nobel nel 1959, sosteneva che nella lotta fra l’uomo e i batteri «vinceranno i batteri». Se si continua di questo passo, sarà sicuramente così.

Per fortuna, già nel 1998 l’Organizzazione mondiale della sanità ha provato a invertire la rotta riconoscendo l’antibiotico resistenza come una grave minaccia per la salute pubblica globale e proponendo che ciascun Paese facesse la sua parte, con un attento monitoraggio e con campagne di informazione e di educazione rivolte a professionisti e non solo. Anche nel nostro Paese le iniziative non sono mancate. Occorre, però, non mollare la presa, investendo sull’antimicrobial stewardship.

È ciò che fa il Progetto Ideal (Infezioni difficili in ospedale), avviato con successo nel 2017, che proseguirà quest’anno con incontri, programmi di formazione a distanza, pubblicazioni e con un importante sondaggio conoscitivo. Ciò che emerge fin da ora è che la lotta contro i batteri non si vince da soli, ma attraverso l’applicazione nelle strutture sanitarie di modelli condivisi dagli specialisti delle varie discipline. Un impegno sinergico utile nell’oggi e indispensabile affinché il futuro non riservi un ritorno al passato.

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